{"id":629,"date":"2008-09-28T16:37:59","date_gmt":"2008-09-28T14:37:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dimoradelviaggiatore.it\/?page_id=629"},"modified":"2014-09-23T15:53:52","modified_gmt":"2014-09-23T14:53:52","slug":"arena-di-verona","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.hotelinnverona.it\/residence-bed-breakfast\/appartamenti-sul-lago-di-garda-a-torri-del-benaco-e-stanze-a-5-minuti-dal-centro-vicino-alla-fiera-e-allospedale-di-borgo-roma\/info-verona\/arena-di-verona","title":{"rendered":"Arena di Verona : Storia, Programmi , Prezzi e Piantina"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-3149 alignleft\" title=\"Arena\" src=\"http:\/\/www.hotelinnverona.it\/residence-bed-breakfast\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/Arena.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"133\" srcset=\"https:\/\/www.hotelinnverona.it\/residence-bed-breakfast\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/Arena.jpg 300w, https:\/\/www.hotelinnverona.it\/residence-bed-breakfast\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/Arena-165x73.jpg 165w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>L&#8217;<strong>Arena di Verona<\/strong> \u00e8 un anfiteatro romano situato nel centro storico di Verona, icona della citt\u00e0 veneta assieme alle figure di Romeo e Giulietta. Si tratta del terzo anfiteatro romano per dimensioni in Italia, dopo quello di Roma &#8211; il Colosseo &#8211; e l&#8217;anfiteatro capuano, ed \u00e8 sicuramente fra i meglio conservati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante il periodo estivo viene proposto il celeberrimo festival lirico e fanno tappa anche numerosi cantanti famosi. Una manifestazione ormai consolidata nel calendario areniano \u00e8 anche la serata finale del Festivalbar, proposta in due eventi in diretta tv, dove si stabilisce il vincitore della manifestazione che gira l&#8217;Italia nel periodo estivo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il monumento &#8211; simbolo della citt\u00e0 &#8211; deve il suo nome al toponimo latino che indica la sabbia, che ne ricopriva la platea. \u00c8 il terzo anfiteatro romano per dimensioni (dopo il Colosseo e l\u2019anfiteatro di Capua), giunto in buono stato conservativo fino ai giorni nostri. I Romani lo costruirono nella prima met\u00e0 del I sec. d.C., per ospitare gli spettacoli di cui erano particolarmente appassionati: i combattimenti fra gladiatori e le caccie agli animali feroci ed esotici. Eretto all\u2019esterno delle mura cittadine (per poterlo rendere pi\u00f9 facilmente raggiungibile dalle zone limitrofe e per tenere fuori dall\u2019abitato una possibile fonte di affollamento e violenze), l\u2019edificio \u00e8 stato costruito mantenendo l\u2019orientamento dei suoi assi e dei sistemi di drenaggio delle acque rispetto al reticolo vario urbano dell\u2019epoca romana. L\u2019Arena venne utilizzata per secoli come fonte di materiale edilizio di reimpiego, nella costruzione di successivi edifici cittadini: questa \u00e8 la causa principale della sua attuale incompletezza. A farne pesantemente le spese \u00e8 stato l\u2019anello di cinta esterno, gi\u00e0 intaccato nel VI sec, poi distrutto dal terremoto del XII sec. Tale anello era costituito da un triplo ordine di arcate sovrapposte, in stile architettonico tuscanico ed era fatto interamente di pietra calcarea della Valpolicella, bianca e rosata. Lavorato a bugnato, l\u2019altezza complessiva era di circa 31 metri. Oggi, del rivestimento esterno rimane solo una piccola porzione, la cosiddetta &#8220;Ala&#8221;, di quattro campate. Si conserva pressoch\u00e9 integro, invece, l\u2019anello interno a due ordini di 72 arcate in pietra, che formano un\u2019ellisse di circa 140X110 metri. All\u2019interno, dalla platea si alzano le gradinate con 44 serie di posti, raggiungibili dai 64 &#8220;vomitatoria&#8221; disposti su quattro piani (cui s\u2019accedeva tramite un sistema complesso di scale). La cavea e la platea sono state restaurate in epoca moderna. Sotto il monumento sono state ritrovate tracce di un complesso sistema di impianti idraulici per mezzo dei quali si introduceva l\u2019acqua per i giochi acquatici e si provvedeva alla pulizia dell\u2019anfiteatro. Della ricca decorazione scultorea di cui sicuramente era dotato l\u2019edificio, rimane poco. I reperti pi\u00f9 importanti sono conservati al Museo Civico Archeologico. L\u2019Arena fu sempre utilizzata per manifestazioni spettacolari. Dopo i giochi del periodo romano, nel Medioevo e fino a met\u00e0 del XVIII sec. vi si tenevano giostre e tornei. Dal 1913, l\u2019Arena \u00e8 diventata sede del pi\u00f9 importante teatro lirico all\u2019aperto del mondo, con la possibilit\u00e0 di offrire fino a 22.000 posti (in epoca romana si suppone si arrivasse a circa 30.000 posti). L\u2019enorme spazio del palcoscenico consente, durante il periodo estivo, l\u2019allestimento di una stagione lirica caratterizzata anche da rappresentazioni grandiose, con particolare rilievo per le opere verdiane. Fiore all\u2019occhiello della lirica all\u2019Arena sono i colossali allestimenti per l\u2019Aida.\u00e8 una citta di impronta tipicamente <strong>romana<\/strong>, nella sua pianta a scacchiera divisa in cardini e decumani, che per\u00f2 le successive modifiche subite in et\u00e0 medioevale, con splendide strutture <strong>romaniche e gotiche<\/strong>, hanno nascosto ma non cancellato. <em>Verona<\/em> nasce sugli argini dell&#8217;<em>Adige<\/em> nella pianura <em>Lessina<\/em>, in un punto strategico per il commercio con l&#8217;Europa settentrionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessun monumento, fra i molti che ingemmano la citt\u00e0 di Verona, \u00e8 forse altrettanto conosciuto come l&#8217;anfiteatro romano, pi\u00f9 comunemente chiamato l\u2019Arena, oggi incastonato nel centro storico a fare da quinta alla piazza detta della Bra\u2019, ma un tempo, quando i Romani lo costruirono, collocato ai margini dell&#8217;urbe, fuori della cerchia delle mura, un po&#8217; come adesso i moderni stadi, il monumento, non solo riassume in s\u00e9 quasi venti secoli di storia locale, ma \u00e8 divenuto via via nel tempo anche il simbolo stesso della <em>nobilitas civitatis<\/em>, facilmente riconducibile a quel culto della romanit\u00e0 che \u00e8 sempre stato, nella Verona medioevale e umanistica, sugli scudi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abOra, perciocch\u00e9 gli ornamenti delle citt\u00e0 tra gli altri sono le origini di quelle, se illustri, e antiche sono, la grandezza, e la magnificenza de gli edifici, e finalmente i nomi de gli huomini famosi e chiari, non ha dubbio nessuno, che la nostra citt\u00e0 \u00e8 stata di cose tali, oltre tutte le altre citt\u00e0 d&#8217;Italia, copiosa et abbondevole, come si pu\u00f2 vedere parte per quelle cose, che ancora restano in piedi, parte per quelle, che essendo in se stesse distrutte, nelle storie per\u00f2 e nelle memorie de gli huomeni ancora rimangono vive\u00bb. Cos\u00ec scriveva nei primi decenni del &#8216;500, Torello Saraina nel suo <em>De origine et amplitudine civitatis Veronae<\/em>, dialogo da lui immaginato, e forse anche realmente avvenuto, con altri personaggi dell&#8217;ambiente umanistico veronese, tra cui quel Giovanni Caroto che la romanit\u00e0 di Verona ebbe ad Illustrare, proprio per il Saraina, in un&#8217;opera destinata a rimanere il massimo documento grafico del culto per le antichit\u00e0 di Verona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, prima di procedere oltre, tentiamo, assai succintamente, di fornire una carta di identit\u00e0 dell&#8217;Arena. Il pi\u00f9 solenne monumento di Verona romana, con vari ordini di gradinate e, al centro, un&#8217;area o arena per gli spettacoli di gladiatori, di combattimenti con belve od altre manifestazioni di carattere popolare, \u00e8 stato costruito con blocchi di marmo ben squadrati, nel I secolo d.C., cio\u00e8 tra la fine dell&#8217;impero di Augusto e quella dell&#8217;impero di Claudio. Dei monumenti di tal genere \u00e8 tra i meglio conservati. Queste sono le misure che mostrano anzitutto la sua grandiosit\u00e0: gli assi della platea misurano circa m. 73 quello maggiore e m. 43 quello minore; gli assi invece dell&#8217;intero edificio corrispondono rispettivamente a m. 138 e a m. 109 senza l&#8217;Ala e a m. 152 e m. 123 compresa la cinta dell&#8217;Ala. Il perimetro della platea attuale \u00e8 di m. 391 ed includendovi l\u2019Ala \u00e8 di m. 435.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;anfiteatro \u00e8 costituito da tre cinte concentriche: della prima esterna ci rimane solamente quella parte, che \u00e8 comunemente chiamata &#8220;Ala&#8221;. Questa cinta, collegata come le altre alla seconda mediante anelli di volte a botte, ha la base di circa m. 2,50, che al primo piano si restringe a m. 1,80 ed al secondo a m. 1,10. L&#8217;altezza \u00e8 di circa m. 30 ed in ogni piano vi sono 72 arcate. Nell&#8217;Ala ve ne sono rimaste solo quattro per piano, alte rispettivamente m. 7, m. 6,36 e m. 4,50. I gradini dell&#8217;anfiteatro sono tutti in marmo veronese ed in media sono alti cm. 41 e larghi tra i cm. 63 e 71. Le gradinate sono 45 e i vomitori (cio\u00e8 le aperture per l&#8217;entrata e l&#8217;uscita degli spettatori) sono 64. Da una gradinata all&#8217;altra il passaggio \u00e8 facilitato da scalette intervallate. Sotto il piano della platea si trovano (ma ora non si possono visitare) gallerie, anditi e passaggi che un tempo servivano, in parte servono ancora, per il complesso funzionamento dell&#8217;anfiteatro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un culto &#8211; quello dell\u2019Arena &#8211; che ha radici remote in quell&#8217;umanesimo carolingio il quale ha lasciato &#8211; circa mille anni fa -due significativi documenti &#8211; l&#8217;uno grafico, l&#8217;altro letterario &#8211; della nobilt\u00e0 di Verona: l\u2019<em>Iconografia Raterian<\/em> a ed il Ritmo dell&#8217;anonimo Pipiniano o <em>Versus de Verona<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nobile, precipuo, memorabile, grande, \u00e8, infatti, definito l&#8217;anfiteatro dal vescovo Raterio, in margine all&#8217;iconografia che da lui prende il nome. Edificio ben noto, celebre, particolare, distinto da tutto il resto, superiore, famoso, glorioso, degno di essere raccontato, grande, alto, di grosse proporzioni: \u00abnobile, precipuum, memorabile, grande theatrum\u00bb; e quindi costruito a decoro della citt\u00e0: \u00abad decus constructum sacra Verona tuum\u00bb, e assurto gi\u00e0 a quei tempi a simbolo della grandezza e della fama di una citt\u00e0 degna di ogni lode e destinata, anche per emergenze urbanistiche di tale importanza, a sfidare i secoli: \u00abMagna Verona vale, valeas per saecula semper et celebrent gentes nomen in orbe tuum\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analoghi sentimenti aveva espresso anche l&#8217;autore del Ritmo Pipiniano, pur contrapponendo la nobilt\u00e0 della Verona pagana, alla quale aveva reso tuttavia doveroso omaggio, alla nobilt\u00e0 della Verona cristiana. Nel definire Verona magnifica ed illustre (Magna et preclara), la dice impaginata ordinatamente per quadrati (per quadrum [\u2026] compaginata), difesa da forti mura (murificata firmiter), nel cui circuito si elevano, meglio rifulgono, quarantotto torri, di cui otto sono eccelse, alte sopra le altre (quadraginta et octo turres fulget per circuitum ex quibus octo sunt excelse qui eminent omnibus). L&#8217;autore del Ritmo passa poi a descrivere le singole emergenze, fra cui anzitutto l&#8217;Anfiteatro (altum laberintum), e poi il foro, grande e pavimentato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pure negli statuti del 1450 &#8211; su probabile suggerimento di Silvestro Lando &#8211; l\u2019Arena viene definita &#8220;edificium memoriale et honorificum civitati&#8221;. E, molto opportunamente ha osservato a tal proposito il Franzoni, per la prima volta un documento ufficiale uscito dalla cancelleria cittadina riconosceva all&#8217;Arena questi attributi che ci richiamano le espressioni contenute nell\u2019<em>Iconografia Rateriana<\/em>. E di l\u00ec a pochi anni un cancelliere del Comune, l\u2019umanista Virgilio Zavarise, pianger\u00e0 sull&#8217;anfiteatro corroso dal tempo, pensando come esso fosse ridotto a ricovero di donne di malaffare: &#8220;Ragazze che con la loro attivit\u00e0 rendevano immondi quei luoghi destinati ad onorare coloro che sono amanti del valore&#8221;. Le meretrici furono in seguito allontanate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fama goduta dall\u2019Anfiteatro nella coscienza civica dei veronesi porta cos\u00ec via via il monumento ad assumere sempre pi\u00f9 il carattere di simbolo stesso dell&#8217;antica nobilt\u00e0. Di qui le cure per la sua conservazione ed i suoi restauri, ancora celebrati anche, e sempre in et\u00e0 umanistica, dal Tinto: \u00abEt percioch\u00e9 da alquanti anni in qua, per molto honorata cura de magnifici decurioni, et de Clarissimi Rettori della Citt\u00e0, si va rimettendo, e restaurando, potiamo sperare, che, seguendo que bei spiriti in questi signori et, con nobilissima emulatione, ne successori continuando, habbino i nostri nipoti a vedere questa chiarissima mole, per la maggior parte nei termini antichi, con evidente demostratione della magnanimit\u00e0 de cittadini, et augmento alla citt\u00e0 di splendor megliore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alto labirinto, lo abbiamo visto definito, il monumento, dall&#8217;lconografia Rateriana: e alla leggenda del labirinto si rif\u00e0 anche un racconto, riportato nelle cronache dello Zagata, che narra come tra coloro che con Enea scamparono all&#8217;eccidio di Troia e sbarcarono in Italia, \u00abel venne una donna chiamata Madonna Verona, et ella vedendo al paese essar bello, et aconzo (= adatto) per ella si \u00e8 edificato il Labirinto, che si chiama La Rena. S\u00ec (= cos\u00ec) che per quello edificio and\u00f2 poi crescendo la Citt\u00e0 e per ella fu chiamata Verona\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre relativa all&#8217;Arena c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra leggenda, riportata nella raccolta &#8220;Leggende medioevali&#8221;, da Arturo Graf: narra di un veronese che, pur di sottrarsi alla pena di morte, per un delitto commesso, avrebbe dato qualsiasi compenso. Gli fu richiesto di costruire in una notte un edificio per spettacoli che potesse contenere tutti gli abitanti di Verona. Egli allora promise la propria anima al Maligno che eresse l&#8217;Arena, rimasta per\u00f2 incompiuta (l&#8217;Ala) per il sopravvenire dell&#8217;Ave Maria mattutina, allorch\u00e9 i diavoli furono costretti ad inabissarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altre leggende infine relative alla nascita dell&#8217;Arena vengono riportate &#8211; nel suo poema in ottave &#8211; da Francesco Corna da Soncino, allo spirare del &#8216;400: dopo aver accennato a una leggenda che ne faceva autori sette re, dei quali per\u00f2 non d\u00e0 altre notizie, il Corna accenna ad una seconda leggenda, nella quale l\u2019Arena appare edificata \u00abda Diatrico\u00bb, cio\u00e8 da Teodorico, il re amalo degli Ostrogoti, che, per aver avuto fra le sue residenze italiane preferite proprio Verona, pass\u00f2 nella saga germanica con l&#8217;epiteto di &#8220;Dietrich von Bern&#8221;. Ancora il Corna riferisce altra tradizione che attribuisce l&#8217;erezione dell\u2019Arena a un console romano, il quale, bandito dalla patria, ossia da Roma, e rifugiatosi a Verona, dove si sarebbe arroccato tra monte e fiume, cio\u00e8 tra il Colle di San Pietro e l\u2019Adige, riusc\u00ec alla fine vincitore in una guerra civile su un esercito venutogli contro da Roma; da lui le truppe vinte sarebbero state costrette ad erigere l\u2019Arena, ancora una volta chiamata labirinto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un passo come questo &#8211; ricorda il Sartori &#8211; non poteva mancare di suggerire a qualche pi\u00f9 attento studioso un rapporto, bench\u00e9 viziato da comprensibili travisamenti dovuti alla natura stessa di una trasmissione di notizie per il tramite di racconti popolari, con una vicenda storica di et\u00e0 romana, e pi\u00f9 precisamente con quei drammatici eventi del 69 d.C., che videro Verona fra le citt\u00e0 in maggior grado coinvolte nella tragica guerra civile in cui, nella pianura fra Verona e Cremona, si contrapposero prima i seguaci di Ottone e di Vitellio, poi quelli di Vitellio e di Vespasiano e donde scatur\u00ec il finale trionfo della dinastia flavia, anche per il valido apporto militare di Marco Antonio Primo e Arrio Varo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In epoca scaligera, l&#8217;Anfiteatro era stato ammirato anche da Fazio degli Uberti, che &#8211; rifacendosi alla leggenda di Teodorico &#8211; nel suo <em>Dittamondo<\/em> cos\u00ec scriveva: &#8220;Vidi l&#8217;Arena ch&#8217;\u00e8 in forma chome \/ a Roma el Colliseo benche chivi \/ Diatrico [Teodorico] ne porta fama e nome&#8221; e da Moggio de&#8217; Moggi, in un suo poemetto pervaso di retorica classicistica, mentre un secolo pi\u00f9 tardi, poco pi\u00f9 poco meno, Francesco Corna da Soncino, nel suo Fioretto, dedicher\u00e0 ancora come si \u00e8 veduto parecchie ottave al monumento, oltre ai numerosissimi versi intesi ad illustrare altre &#8220;vestigia&#8221; romane sparse per la citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra i molti usi per cui fu da subito impiegata, l&#8217;Arena serv\u00ec sempre e soprattutto per manifestazioni spettacolari. In epoca romana serv\u00ec ad esempio per spettacoli di lotte fra gladiatori. Un <em>reziario<\/em> alessandrino, di nome Generoso, vi sostenne ventisette incontri. Ai lati della sua iscrizione funebre sono scolpiti un tridente ed un pugnale, le armi con cui combatteva. Meno fortunato di lui il secutore Edone sostenne soltanto otto incontri e mor\u00ec a 26 anni. Il gladiatore modenese Gauco, mor\u00ec invece a 23 anni nel suo ottavo incontro: la moglie ed i suoi tifosi lo seppellirono nella necropoli di San Zeno. Il gladiatore Pardon, proveniente da Dertona, sposatosi a 21 anni, mor\u00ec a 27 nel suo undicesimo incontro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Medioevo e fino alla met\u00e0 del Settecento erano d&#8217;uso in Arena anche giostre e tornei. La prima menzione di una giostra, avvenuta il 24 maggio 942 nell&#8217; Arena, la si avrebbe da un documento &#8211; peraltro di contenuto abbastanza fantasioso &#8211; compilato da certo Giacomo, medico. Esso narra che per onorare le nozze di Panfilia figlia di Galeotto de&#8217; Scacchi e sposa di Galeotto Nogarola, si tenne nell&#8217;anfiteatro una solenne giostra della quale furono giudici di campo i principi di Padova, di Ferrara, di Ravenna e di Mantova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carlo De Brosses, il primo Presidente del Parlamento di Digione, che fu in Arena nel luglio 1739, scriver\u00e0 poi: \u00abNon so abituarmi alla modicit\u00e0 dei prezzi degli spettacoli. I primi posti costano 10 soldi; ma l&#8217;Italia ha talmente il gusto degli spettacoli, che la quantit\u00e0 di persone che vi accorre compensa il basso prezzo. Grazie a Dio, non si pena a trovare dei posti alla Commedia di Verona; essa si rappresenta nel bel mezzo dell&#8217;Anfiteatro e gli spettatori non hanno che da sedersi tutti allo scoperto sui gradini dell&#8217;Anfiteatro, dove c&#8217;\u00e8 posto per trentamila persone\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma sar\u00e0 dal 1913 che l&#8217;Arena sar\u00e0 finalmente scoperta per quello che adesso \u00e8 conosciuto come il primo vero e pi\u00f9 importante teatro lirico all&#8217;aperto del mondo. L&#8217;Arena lirica di Verona, iniziata con la memorabile &#8220;Aida&#8221; d&#8217;allora (un&#8217;idea nata dalle discussioni di Rovato, Zenatello, Cusinati e Fagiuoli) una lunga serie di stagioni musicali, ha allineato una collana di successi meritando il titolo di &#8220;Scala all&#8217;aperto&#8221; e laureando via via cantanti e musicisti, Maria Callas compresa. Da allora l\u2019Arena si \u00e8 fatta veicolo delle musiche pi\u00f9 celebri, si \u00e8 fatta eco degli acuti dei pi\u00f9 grandi cantanti, luogo d&#8217;esecuzione dei pi\u00f9 formidabili cori, soprattutto verdiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era la sera &#8211; in quel lontano 1913 &#8211; del 10 agosto: sera magica anche per quel tanto di stelle che si apprestavano, in quella stessa notte, ad ardere e cadere. E magica era la rievocazione di un Egitto esotico ricostruito abilmente, anzich\u00e9 in riva al Nilo, in riva all&#8217;Adige, con templi e palmizi che erano nati d&#8217;incanto fra le pietre del bimillenario anfiteatro romano per mano di Ettore Fagiuoli, architetto di grido, attento anche al dato archeologico, ma non insensibile a quel clima romantico cui lo stesso Verdi ed i suoi librettisti si rifacevano. Sul podio l&#8217;indimenticabile Tullio Serafin, a dirigere un&#8217;orchestra messa insieme poche settimane prima eppure composta di validi &#8220;professionisti&#8221; e forse di ancor pi\u00f9 validi &#8220;dilettanti&#8221;: tutt&#8217;altro &#8211; stando almeno alle cronache &#8211; che un&#8221;&#8216;armata brancaleone&#8221;. Esecutori principali: Ester Mazzoleni, Gaudio Mansueto, Carlo Mangini, Ugo Malfatti, Amerigo Passuelo, Maria Gai Zenatello e Giovanni Zenatello, quest&#8217;ultimo anche in veste di promotore dell&#8217;iniziativa, intesa come commemorazione verdiana, nel centenario della nascita del cigno di Busseto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo ancor oggi immaginare quella prima recita, seguita di anno in anno da numerosissime altre. Passano davanti ai nostri occhi carrozze e diligenze, uniformi militari ed abiti di gala, artisti e personalit\u00e0 politiche, nobili e popolani, scrittori e critici; tutti a modo loro coinvolti nello spettacolo; tutti, essi stessi, parte di uno spettacolo che per la prima volta al mondo rappresent\u00f2 all&#8217;aperto, ma col rigore del teatro chiuso, un&#8217;opera lirica; tutti protagonisti di un trionfo nel &#8220;trionfo&#8221; \u00abconsacrato &#8211; come scriveva in quella prima occasione il giornale cittadino L&#8217; Arena &#8211; dal delirante entusiasmo di una folla cosmopolita\u00bb; tutti celebratori de \u00abla vittoria del tenore Zenatello\u00bb e de \u00abla sua ardita iniziativa\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una macchina &#8211; quella degli spettacoli lirici &#8211; consolidatasi in alcuni decenni, con il prezioso apporto di tutti coloro che nel settore hanno operato ed operano, per assicurare a questa quercia dapprima una crescita e quindi uno sviluppo, con estensione di relativi verdeggianti rami. Dal piccolo seme gettato in quei lontani giorni \u00e8 nato l&#8217;attuale Ente Autonomo Spettacoli Lirici Arena di Verona, che con le sue rappresentazioni celebri in tutto il mondo, attira folle di appassionati italiani e stranieri.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"> La Storia di verona in breve<\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Verona,\u00a0 Abitata dai <strong>Galli<\/strong>, divenne romana nell&#8217;89 a.c. e aumento la sua importanza e il suo splendore nei secoli successivi. I resti delle <strong>porte dei Borsari e dei Leoni <\/strong>segnano il tracciato delle mura del I secolo a.c. rifatte nel III secolo d.C., dopo le invasioni barbariche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La porta dei Borsari<\/strong> venne eretta nel punto d&#8217;ingresso alla citt\u00e0 in via <em>Postumia<\/em>; sono ancora visibili due archi in pietra bianca sormontanti da due gallerie con sei finestre ciascuna. Si pu\u00f2 ancora intravfedere traccia dell&#8217;iscrizione che indicava la data della costruzione della seconda cerchia di mura. Della <strong>porta dei Leoni<\/strong> invece rimane soltanto la met\u00e0 di destra, con due cortine murarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella parte meridionale della citt\u00e0 venne costruito <strong>l&#8217;anfiteatro<\/strong>, alla fine del I secolo d.C. La famosissima <strong>Arena di Verona<\/strong> conserva nel punto detto &#8220;<em>l&#8217;Ala<\/em>&#8220;, la traccia dell&#8217;anello a tre arcate in pietra bianca e rosa di <em>Verona<\/em>. La grandiosa <strong>cavea interna<\/strong>, sviluppata in 44 gradoni ad anelli concentrici divisi in 18 settori e sovrastata da un corridoio, \u00e8 il risultato di un restauro in et\u00e0 rinascimentale. <strong>L&#8217;Arena \u00e8 il terzo anfiteatro Romano per grandezza, dopo il Colosseo e quello di Capua<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Ovest dell&#8217;Arena, lungo il fiume l&#8217;Adige, l&#8217; <strong>arco dei Gavi<\/strong> venne innalzato nel I secolo d.C. in onore della famiglia <em>Gavia<\/em>: sono visibili ancora tre fornici, con l&#8217;apertura centrale maggiore delle due laterali, inquadrata da un&#8217;edicola con colonne corinzie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 a settentrione, il fiume <em>Adige<\/em> \u00e8 superato dal <strong>ponte della Pietra<\/strong>, le cui due prime arcate della strada che conduce verso il <em>colle San Pietro<\/em> risalgono al I secolo a.c..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulle pendici del <em>Colle San Pietro<\/em>, in posizione panoramica, si pu\u00f2 ammirare il <strong>teatro romano<\/strong> del I secolo a.C. rivestito in marmo originario. \u00c8 uno dei pi\u00f9 bei teatri Romani. <strong>Nei pressi del teatro sorge il museo archeologico<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-3150 aligncenter\" title=\"Arena2\" src=\"http:\/\/www.hotelinnverona.it\/residence-bed-breakfast\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/Arena2.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"144\" srcset=\"https:\/\/www.hotelinnverona.it\/residence-bed-breakfast\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/Arena2.jpg 300w, https:\/\/www.hotelinnverona.it\/residence-bed-breakfast\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/Arena2-165x79.jpg 165w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">PROGRAMMA ARENA 2014<\/h2>\n<h2>PROGRAMMA ARENA 2014<\/h2>\n<h3>\u00a0AGOSTO\u00a0&#8211;\u00a0Inizio spettacoli ore\u00a020:45<\/h3>\n<div>\n<div>Sabato,\u00a01\u00a0Agosto\u00a0ore\u00a020:45-\u00a0\u00a0Il Barbiere di Siviglia<\/div>\n<div>Gioved\u00ec,\u00a06\u00a0Agosto\u00a0ore\u00a020:45 &#8211;\u00a0Tosca<\/div>\n<\/div>\n<div>Venerd\u00ec,\u00a07\u00a0Agosto\u00a0ore\u00a020:45-\u00a0Il Barbiere di Siviglia<\/div>\n<div>Sabato,\u00a08\u00a0Agosto\u00a0ore\u00a020:45 \u00a0&#8211;\u00a0Rom\u00e9o et Juliette<\/div>\n<div>Domenica,\u00a09\u00a0Agosto\u00a0ore\u00a020:45 -Aida<\/div>\n<div>Marted\u00ec,\u00a011\u00a0Agosto\u00a0ore\u00a020:45 &#8211;\u00a0Aida<\/div>\n<div>Mercoled\u00ec,\u00a012\u00a0Agosto\u00a0ore\u00a020:45 -Don Giovanni<\/div>\n<div>Gioved\u00ec,\u00a013\u00a0Agosto\u00a0ore\u00a020:45 -Nabucco<\/div>\n<div>Venerd\u00ec,\u00a014\u00a0Agosto\u00a0ore\u00a020:45 -Tosca<\/div>\n<div>Sabato,\u00a015\u00a0Agosto\u00a0ore\u00a020:45 -Aida<\/div>\n<div>Marted\u00ec,\u00a018\u00a0Agosto\u00a0ore\u00a020:45 &#8211;\u00a0Nabucco<\/div>\n<div>Mercoled\u00ec,\u00a019\u00a0Agosto\u00a0ore\u00a020:45 -Aida<\/div>\n<div>Gioved\u00ec,\u00a020\u00a0Agosto\u00a0ore\u00a020:45 -Il Barbiere di Siviglia<\/div>\n<div><span style=\"line-height: 1.5em;\">Venerd\u00ec,\u00a021\u00a0Agosto\u00a0ore\u00a020:45-\u00a0<\/span>Rom\u00e9o et Juliette<\/div>\n<div>Sabato,\u00a022\u00a0Agosto\u00a0ore\u00a020:45 -Nabucco<\/div>\n<div><span style=\"line-height: 1.5em;\">Domenica,\u00a023\u00a0Agosto\u00a0ore\u00a020:45-\u00a0<\/span>Aida<\/div>\n<div>Marted\u00ec,\u00a025\u00a0Agosto\u00a0ore\u00a022:00 &#8211;\u00a0Carmina Burana<\/div>\n<div>\n<div>Mercoled\u00ec,\u00a026\u00a0Agosto\u00a0ore\u00a020:45-\u00a0Nabucco<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>Gioved\u00ec,\u00a027\u00a0Agosto\u00a0ore\u00a020:45 &#8211;\u00a0Aida<\/div>\n<div>Venerd\u00ec,\u00a028\u00a0Agosto\u00a0ore\u00a020:45 &#8211;\u00a0Il Barbiere di Siviglia<\/div>\n<\/div>\n<div>Sabato,\u00a029\u00a0Agosto\u00a0ore\u00a020:45 &#8211;\u00a0Nabucco<\/div>\n<div>Domenica,\u00a030\u00a0Agosto\u00a0ore\u00a020:45 &#8211;\u00a0Aida<\/div>\n<div><\/div>\n<h3>SETTEMBRE\u00a0&#8211;\u00a0Inizio spettacoli ore\u00a020:45<\/h3>\n<div>\n<div>Marted\u00ec,\u00a01\u00a0Settembre\u00a0ore\u00a020:45 &#8211;\u00a0Nabucco<\/div>\n<div>Mercoled\u00ec,\u00a02\u00a0Settembre\u00a0ore\u00a020:45 &#8211;\u00a0Aida<\/div>\n<\/div>\n<div>Gioved\u00ec,\u00a03\u00a0Settembre\u00a0ore\u00a020:45 &#8211;\u00a0Rom\u00e9o et Juliette<\/div>\n<div>\n<div>Venerd\u00ec,\u00a04\u00a0Settembre\u00a0ore\u00a020:45- \u00a0Il Barbiere di Siviglia<\/div>\n<div>Sabato,\u00a05\u00a0Settembre\u00a0ore\u00a020:45 &#8211;\u00a0Nabucco<\/div>\n<div>Domenica,\u00a06\u00a0Settembre\u00a0ore\u00a020:45 &#8211;\u00a0Aida<\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-3960 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.hotelinnverona.it\/residence-bed-breakfast\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/piantapostiarena2011ita-300x225.jpeg\" alt=\"piantapostiarena2011ita\" width=\"532\" height=\"399\" srcset=\"https:\/\/www.hotelinnverona.it\/residence-bed-breakfast\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/piantapostiarena2011ita-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.hotelinnverona.it\/residence-bed-breakfast\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/piantapostiarena2011ita-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.hotelinnverona.it\/residence-bed-breakfast\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/piantapostiarena2011ita-165x123.jpeg 165w, https:\/\/www.hotelinnverona.it\/residence-bed-breakfast\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/piantapostiarena2011ita.jpeg 1200w\" sizes=\"(max-width: 532px) 100vw, 532px\" \/><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table class=\"mceItemTable\" border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"2\">\n<tbody>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#ffff00\" width=\"25\" height=\"25\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td><strong>Poltronissima GOLD<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td height=\"25\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td>Poltrone numerate con schienale rivestite in velluto rosso e provviste di cuscino in posizione privilegiata.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td height=\"15\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#0076bc\" height=\"25\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td><strong>Poltronissima<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td height=\"25\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td>Poltrone numerate con schienale rivestite in velluto rosso e provviste di cuscino.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td height=\"15\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#e1007a\" height=\"25\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td><strong>Poltrona<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td height=\"25\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td>Poltrone numerate con schienale non rivestite e senza cuscino*.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td height=\"15\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#e1007a\" height=\"25\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td><strong>Poltrona di tribuna<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td height=\"25\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td>Poltrone numerate con schienale non rivestite e senza cuscino*.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td height=\"15\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#00662f\" height=\"25\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td><strong>Poltroncine centrali di gradinata<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td height=\"25\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td>Poltroncine numerate con schienale non rivestite e senza cuscino*.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td height=\"15\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#9aba0d\" height=\"25\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td><strong>Poltroncine di gradinata<br \/>\n<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td height=\"25\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td>Poltroncine numerate con schienale non rivestite e senza cuscino*.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td height=\"15\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#c0c0c0\" height=\"25\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td><strong>Gradinate D-E e C-F<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td height=\"25\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td>Posti non numerati la seduta \u00e8 costituita dal gradone in pietra*.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>* All&#8217;interno dell&#8217;anfiteatro\u00a0\u00e8 possibile il noleggio di cuscini.<\/p>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Arena di Verona \u00e8 un anfiteatro romano situato nel centro storico di Verona, icona della citt\u00e0 veneta assieme alle figure di Romeo e Giulietta. 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